La prima volta

Avete presente tutte quelle ricerche che stabiliscono i modi, i tempi e i luoghi a cui dobbiamo darla?

Bene, per risparmiarvi tutta la lista lunghissima di ricerche maschiliste, vi cito solo l’ultima di questa serie, ma solo dopo avervi detto che in Italia un quinto delle donne sono insoddisfatte a letto.Secondo una ricerca canadese, se le donne hanno problemi sessuali, la colpa è solo loro perchè o sono troppo precoci o sono troppo tardive a mollarla via. Insomma, il succo del discorso è che le donne devono mollarla non quando sono pronte ma quando lo stabilisce la morale comune, insomma: se una è pronta a 13 anni, allora sbaglia perchè è troppo piccola, se una la molla quando ha 40 anni sbaglia perché è troppo vecchia e il suo orologio biologico è in rottamazione.

I maschietti sono salvi, nel senso che a qualsiasi età lo mollino loro non avrebbero conseguenze nella loro sessualità. Ma la cosa più interessante è che secondo la ricerca è proprio colpa delle donne che si concedono subito o tardi se poi non provano l’orgasmo, mentre ignora completamente che molte volte dipende proprio dal partner che quando sei troppo giovane ti vuole portare a letto a tutti i costi illudendoti che se la dai è amore e quando sei troppo grande il più delle volte hai un marito distratto oppure dai condizionamenti culturali che fanno affrontare la prima volta con ansia. Vi dicono qualcosa espressioni come “esce sangue”, “la prima volta fa malissimo”, “se non esce sangue significa che non sei vergine e se lui se ne accorge sono guai” e via dicendo….

Dopo un pò la ricerca si intoppa e arriva ad una contraddizione che è difficile ignorare: dopo averci ricordato che solo il 6% delle donne la prima volta riescono ad avere un orgasmo si legge che “Dall’indagine emerge anche che il 60% degli intervistati, in particolare le ragazze, hanno affrontato la loro prima volta con il partner, mentre solo il 20% lo ha fatto con un compagno occasionale. Questo avviene perché, per le donne, la prima volta è importante e desiderano viverla con qualcuno verso cui provano sentimenti d’amore, mentre gli uomini quasi sempre antepongono il piacere fisico ai sentimenti“.

Avete letto bene?

Insomma si sono praticamente risposti da soli. Se solo il 6% prova l’orgasmo non sarà appunto perchè antepongono il sentimento al piacere fisico?

Ma poi a parte questo, fare sesso con sentimento mica significa che allo stesso tempo non puoi provare il piacere fisico! Questa è una visione prettamente al maschile del sesso e scommetto appunto che gli scienziati sedicenti siano maschi e abbiano ignorato il fatto che anche le donne sono di carne a parte il fatto che spesso la carenza di orgasmi dipende da loro e non esiste alcun disfuzionamento dell’organo genitale femminile che inibisce l’orgasmo ma solo condizionamenti culturali e fattori mentali alimentati dalla cultura che appunto hanno stabilito che se fai sesso con il tuo ragazzo non devi provare piacere ma anteporre prima l’amore.

Ma aspettate che non è finita qua, perchè la ricerca insinua che “se e le ragazze perdono la loro verginità troppo presto tenderanno in futuro ad associare al sesso pensieri negativi, misti a pentimento” . Insomma la ricerca non è altro che la riproposizione di valori patriarcali legati al mito della verginità perchè poi per intimorire le ragazzine lanciano le teoria del dolore “nel caso in cui la prima volta sia stata particolarmente dolorosa, il corpo avrà maggiori possibilità di incappare in patologie insidiose, come il vaginismo e la dispareunia”. Insomma la colpa è delle ragazze magari non dei loro condizionamenti culturali, il partner maldestro o magari uno stupro subito durante l’infanzia? Che cosa c’entra il vaginismo? Penso che questa non sia altro che una delle patologie inventate per patologizzare le donne che non vogliono avere rapporti vaginali, allo stesso modo di quando vuoi avere rapporti frequentemente sei considerata una ninfomane.

Non aver voglia di avere rapporti sessuali con il partner non significa che sei patologica, se ti si chiude la vagina è perché magari non gradisci i rapporti vaginali, magari lui non ti soddisfa. Chissà perché il vaginismo non salta mai fuori quando si parla di rapporti occasionali, come se in quei contesti fosse normale ogni forma di reticenza mentre con il tuo partner dovresti sempre avere voglia di rapporti vaginali escludendo il resto.

Conosco tantissime ragazze che non amano avere rapporti vaginali ma prediligono rapporti orali (cunnilingus), anali e quant’altro, proprio perchè la vagina non è un organo che dà piacere ad una donna, visto che il centro del piacere è collocato negli organi esterni.

La cosa più grave è che queste ricerche vengono spacciate come perle di saggezza finendo per aggravare le relazioni umane e di genere, rovinando sul serio la vita sessuale delle donne, mentre le donne devono essere libere da questi schemi sociali prestabiliti, perchè spesso i rapporti sessuali impostati, programmati vengono vissuti con poca naturalezza e causano una vera e propria ansai sociale nella prestazione delle donne ed è proprio per questo motivo che la prima volta viene vissuta malissimo. Per ogni ragazza/ragazzina c’è un genitore o un adulto che le ha messo timore, tempi, modalità di approccio per tutta l’infanzia impedendole di affrontare la prima volta con serenità e naturalezza.

Conosco madri o nonne che dicevano ad amiche mie il giorno in cui dovevano “concedersi” per non essere giudicate poco serie. Ho assistito ad una scena all’inverosimile. Questo inverno sono andata a fare visita ad una mia compagna di classe e sentivo delle urla di una madre disperata perchè sua figlia era alle prese con le sue tempeste ormonali.

“Eh no, Manu, non farti vedere che sei una ragazza facile, se ti ha fatto già proposte è uno stronzo e ti vuole liquidare, tu farai l’amore con lui tra un anno

“Veramente non mi ha fatto alcuna proposta, io e lui ci siamo quasi arrivati assieme, il problema è che non aveva il profilattico”

“Ma stai zitta svergognata! non mi dire che ti vuoi già concedere. Ricordati che la prima volta dev’essere un momento speciale a lume di candela e non in una squallida auto!”

“Ma lui ha 18 anni e vive con i genitori”

“Tanto meglio, vorrà dire che aspetterà molto tempo”

“Ma io ho voglia di fare l’amore è una cosa che dipende troppo da me ormai”

“Stupida sei, non devi prendere iniziativa tu, non hai capito che è l’uomo che deve fare il primo passo?”

“E se lo facesse domani?”

“Non esci di casa domani, devi rifiutare!”

“Ma se nemmeno lui deve prendere iniziativa allora chi dovrà farlo? un terzo?”

“AAAAAHH che scandalo!!! Non ti vengano nemmeno in mente cose simili, ma stai scherzando?”

“Era una battuta”

“Ma neanche per scherzo devi pensare a cose simili, svergognata!non pensare che il sesso sia così bello, sanguinerai come una fontana, ti si lacera la vagina e farà un male atroce”

“Ma davvero? Lui ha detto di no, mi ha detto che alle sue ex piaceva”

“Chissà come erano navigate allora. Ora dovrai dimostrare che tu non sei come loro e che sei speciale”

Questo è tutto quello che ho sentito, immaginatevi come è a casa mia.

Melissa aveva la mia età

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Melissa era una mia coetanea, aveva 16 anni come me e qualcuno ha deciso che la sua vita doveva finire. Perchè?

Quelle immagini mi restano ancora sulla testa, offuscano i miei  pensieri, riesco a sentire la bomba che mi fa scoppiare la testa e mi porta davanti a quella strage, quei diari, quei quaderni, quegli zaini sparsi nell’asfalto che appartenevano a ragazze che non avevano alcuna colpa ma volevano andare a scuola per costruirsi un futuro, che è stato invece spezzato da un ignoto che spero tantissimo venga trovato e che paghi subito.

Melissa Bassi

Potevano essere mie amiche o potevo esserci io tra le ragazze che sono state coinvolte nell’attentato e che ora si trovano tutte all’ospedale in gravissime condizioni, dilaniate dalle fiamme e dall’esplosione che ha divorato le loro carni e la vita, come Melissa morta sul colpo.

Ho tanta paura di andare a scuola.

I media dicono che si tratta di un attentato mafioso ma ho dubbi profondi: per quale motivo la mafia dovrebbe uccidere ragazzine? Vendetta contro i loro padri? Però non ho mai sentito modalità di questo tipo da parte della mafia o comunque mi sono del tutto nuove. La mafia non uccide bambini e ragazzi e se voi avete sentito di bambini ammazzati dalla mafia non esitate a farmelo presente.

C’è però chi smentisce e parla di un tizio “arrabbiato con il mondo”. Perché mai uno che è arrabbiato con il mondo dovrebbe prendere di mira proprio delle ragazze e una scuola femminile?

Altri giornalisti parlano di ragioni ideologiche. Ed effettivamente penso anche io la stessa cosa. Quali ragioni ideologiche potrebbero portare a prendere di mira un istituto femminile e delle studentesse?

Non vorrei avanzare delle ipotesi premeditate. Nei paesi arabi fanno saltare in aria gli istituti frequentati da ragazze e bambine perché da alcuni anni i talebani vorrebbero negare l’istruzione alle donne. Ma noi siamo in Italia, non abbiamo i talebani e l’istruzione delle donne è stata accettata da secoli. Però anche nei paesi arabi fino a qualche anno fa le donne godevano di una discreta parità sociale, poi sono arrivati personaggi con ideologie fanatiche, religiose e nazimaschiliste che puntano a negare i diritti alle donne.

Da qualche anno, anche nel nostro Paese sono in aumento gruppi portatori di ideologie maschiliste, che prendono di mira i blog frequentati da donne che come me sostengono la parità e i diritti delle donne. Il linguaggio di questi individui è sempre più offensivo, violento e a volte ci rivolgono vere e proprie minacce di morte, codardi e vigliacchi che si nascondono dietro falsi nomi e false identità.

Non è difficile credere che è possibile che ci sia gente che cova così odio verso il sesso opposto sopratutto in un paese che conta già (solo quest’anno) 65 donne uccise per mano di un uomo, l’ultima è viva per miracolo ma ha visto morire i suoi figli per mano di suo marito.

Magari mi sbaglierò, ma è giusto che oltre alla possibile pista mafiosa, terroristica, anarchica, alla follia umana venga inserita questa ipotesi, sopratutto perchè nel nostro Paese c’è chi ritiene eroe un tale che anni fa fece una strage in una scuola, uccidendo 15 studentesse, solo per il fatto di essere donne.

Poi c’è questo odio crescente verso le ragazzine e noi adolescenti che si respira in Italia, accusate di essere il male assoluto, di essere puttanelle inebetite dai Grandi Fratelli, ninfomani, corrotte, troppo emancipate, ribelli, teppistelle eccetera…

Si potrebbe credere anche questo? Vista l’escalation di odio misogino, di chi incita alla violenza, possiamo pensare a possibili emulatori?

E’ troppo presto per dirlo ma non si può escludere nessuna ipotesi.

Chiunque voi siate abbiate il coraggio di venire fuori! Vigliacchi!

Lib

13 maggio: rifatta la marcia su Roma

Reblogged from Un altro genere di comunicazione:

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Vi avevamo solo accennato che per il 13 maggio il comune di Roma ha patrocinato una manifestazione del movimento pro-life che intende marciare  per dire no all’autodeterminazione delle donne,  per boicottare la legge 194, per ostacolare la libera scelta e autodeterminazione delle donne sul proprio corpo.

Cosa c’è di grave? Il fatto che la data scelta è il 13 maggio, giorno della “festa della mamma”, non è una scelta a caso ma ciò significa che il comune ha dato il patrocinio a questo scempio…

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Ennesimo attacco alla sessualità delle donne! Qui http://menoepausa.wordpress.com/2012/05/11/web-13-maggio-una-tetta-per-la-vita-tettaprolife-per-tuttie/ due splendide e e simpatiche iniziative!

Pubblicato il mio intervento su Oggi=)

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Ho spedito una lettera alla redazione di Oggi per mettere in risalto il tema della sessualità femminile. Potete leggerlo qui

Gentile direttore,
Ho quasi 16 anni e ho aperto un blog su un argomento ancora tabù in Italia: il sesso.
Prego di pubblicare questa lettera perchè è un tema molto importante, perchè spesso si parla di sessualità, pornografia ed erotismo ma non si parla mai di sesso dal punto di vista delle ragazzine/ragazze/donne e questa tendenza rischia di compromettere la crescita e la salute sessuale delle donne.
Ancora oggi una ragazza che dichiara di amare il sesso viene ancora additata come una “poco di buono” , ancora non riesco a spiegarmi perchè nel nostro Paese resiste questa mentalità e perchè i maschi si possono “divertire” e bullarsene anche a costo di usare termini che disprezzano la donna, mentre il valore femminile è ancora legato alla verginità o castità?
Nemmeno i miei compagni di classe sanno spiegarsi il perchè, poichè quando glielo vai a chiedere ti rispondono che ” se una chiave apre tanti lucchetti è un’ottima chiave e un lucchetto che si lascia aprire da tante chiavi è un lucchetto che vale poco”.

Le pubblicità e la tv è piena di donne nude e seminude, veline, letterine eccetera ma ancora oggi quando una donna esce di casa vestita in modo succinto o dichiara di praticare autoerotismo deve passare per le forche caudine di moralisti e benpensanti.
Si parla di pari opportunità ma poi ancora oggi uomo e donna vengono trattati diversamente nel quotidiano e nelle piccole cose. Cosa hanno di diverso uomo e donna in fondo?

Ci scandalizziamo ogni volta che si sentono di violenze sessuali e allora perchè non riusciamo a superare la visione della donna come un oggetto?

Cordialmente

L.

E la masturbazione femminile?

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Aggiornamento: il video mostra le inibizioni sessuali di alcune showgirl

Su segnalazione di una lettrice, pubblico questa ricerca. Ci consoleremo dicendo che non c’è niente di male ed è vero, infatti penso che certi uomini dovrebbero masturbarsi di più e lasciare in pace la loro moglie stanca o le schiave del sesso che non sono li certo perche’ ne hanno voglia. Nulla di male se non fosse che la ricerca omette-senza mezzi termini- che anche la masturbazione femminile fa bene alla salute sopratutto in tempo di crisi e che viene pubblicata a distanza di pochi giorni da questa (qui) e che stona tantissimo se pensassimo che qualche settimana prima hanno detto che se le donne si masturbano e guardano i porno diventano cieche.

Ma concentriamoci sulla ricerca. Perchè si parla solo di masturbazione maschile?

a) Si pensa ancora che noi donne non ci masturbiamo

b) si pensa che la masturbazione femminile è proibita e immorale

c) si pensa che le donne non subiscano la crisi, infatti si pensa che noi non lavoriamo e siamo tutte delle massaie allegre che cucinano crostate e “godono” solo dalla vagina.

d) o che il sesso non e’ fondamentale per una donna.

La colpa è degli uomini che associano donna/ama/sesso=svergogn@ta, ma è anche di alcune donne, direi, che continuano a sostenere questa mentalità dichiarando ai quattro venti che loro non si masturbano, contribuendo a tramandare luoghi comuni come quello “della donna che ha meno desiderio sessuale del maschio”. Ma cosa ci guadagnate?

Nulla. Infatti non è un caso se il nostro Paese “vanta” nientepopòdimeno che un alto tasso di donne sessualmente insoddisfatte, inibite e anorgasmiche.

E’ così immorale se una donna usa la sua mano per toccare la sua fica? E’ immorale se una donna tocca il suo corpo?

Quindi è altrettanto immorale essere legittime proprietarie del proprio corpo, stando a questo ragionamento. Ma non lo sapete che involontariamente state ribadendo che il corpo non appartiene a voi ma solo agli uomini?

In classe ad esempio sento le solite risposte. Ci sono amiche che si sentono sessualmente emancipate perchè hanno addosso la minigonna ma poi quando le chiedi se si masturbano ti guardano come se fossi venuta dalla Luna. Alcune si imbarazzano e si limitano a ridere altre ti rispondono male della serie “ma che cavolo di domande fai? io non mi masturbo mica!”. Altre ancora rispondono “che lo fa il loro ragazzo perchè è meglio così”.

Tornando alla colpa, si aggiunge sopratutto quella dei compagni maschi che ti danno della porca solo perché stai facendo una cosa che fanno pure loro e allora esclamano “poverina, ti manca il maschietto!” come dire che solo i maschi devono eleggersi come una sorta di colonizzatori del nostro corpo, come se solo a loro tocca esplorarlo per primi e forse per questo motivo che ti fanno mille domande oscene come se volessero entrare anche virtualmente nelle tue carni e condividere con te il tuo piacere, prendendoti per una egoista perché “sei vogliosa ma non gliel’hai data”.

Forse le ragazze hanno paura di ammetterlo a causa di questa mandria di maschi arrapati che ti immaginano come in un film porno, su una lavatrice con zucchine giganti di varie dimensioni nella vagina, mentre solo “con un dito l’orgasmo è garantito”. Sono un pò piccola ma conosco benissimo gli slogan del femminismo anni ’70, andrebbero rispolverati a mio parere, c’è una rimozione della sessualità femminile che fa accapponare la pelle e che preoccupa.

Come facciamo a decostruire la “cultura dello stupro” e la visione della donna “come un oggetto” se si fa fatica a pensare ed accettare che il corpo appartiene a noi donne?

Io voglio lanciare un messaggio alle ragazze: masturbatevi è bello e più appagante del sesso frettoloso con un fidanzato che ha le “performance” di un coniglio in calore. Ditelo ad alta voce che lo fate anche voi, che il corpo è vostro e che godere è un vostro diritto.

Lib

Cieca e pure svergogn@ta, nulla di peggio al mondo!

Scusate la mia lunga latitanza ma recuperare i votacci che sto collezionando in latino è dura ma sono sopravvissuta! che credevate?:D

Accipicchia al latino mi sono persa una lezione “più interessante” che gira su internet: Ossia che se una ragazza si guarda i porno diventa cieca o meglio “cieca e svergon@ta nulla di peggio al mondo non esiste” . Intuisco che i geniacci siano maschi perché diversamente non avrebbero ignorato che tutte le donne guardano i porno e sono vedenti (se fossero cieche come farebbero?) e che essere svergognate è una cosa bellissima.

Non penseranno che i nostri occhi rifiutino la visione di un bel membro in erezione? ma come sono ingenui?

Intuisco anche che questi sedicenti scienziati sono anche stupidi perché non hanno alcun risultato delle loro teorie poiché nessuna “cavia” del loro studio è diventata cieca.

E io mi chiedo come mai costoro sono più interessati ai nostri occhi che alla nostra fica?

Beh’ pensiamoci su:

I nostri occhi a cosa servono?

Per guardare ovviamente. E se per guardare bei ragazzi sono necessari gli occhi ma se poi non li possiamo usare perchè se no diventiamo cieche a cosa ci servono?

Chissà se questo gli scienziati se lo fossero chiesti, perché spero non pensino che noi usiamo gli occhi solo per osservare per ore lunghissime versioni di latino, guardare pannolini puzzolenti di cacca  o succulenti piatti che non possiamo mangiare perché se no ci ricordano che siamo ingrassate!

E’ come conoscere l’acqua calda, gli organi che ci vengono donati se ben funzionanti si usano e sarà solo la vecchiaia a logorarli e non l’eccessivo utilizzo.

A proposito di “vecchiaia” il 15 maggio faccio 16 anni ma non temete, resterò una quindicenne svergogn@ta per sempre!

Lib

Sedicenni svergon@te e cultura dello stuPRO!

Ogni tanto leggo il giornale ( non quello di Sallusti) e mi capitano notizie assurde come quella del professore quarantenne che anzichè dare lezioni private alle alunne se le portava a letto dopo lunghi raggiri manipolatori, convincendole a fare quello che lui voleva (classico dei pedofili) e successivamente andava come un quindicenne a vantarsi con gli amici che lui era “il maestro del sesso” perchè riusciva a portarsele a letto ( della serie “ti piace vincere facile?” come se per un quarantenne non fosse facile rivoltare una ragazzina come un calzino!). Ancora peggio quando affermava che le ragazze facevano proposte “da galera”, poveretto salviamo questo povero verginello!

Il professore è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale e detenzione di materiale pedo, tutt’ora agli arresti domiciliari. Se la giustizia italiana ha un metro di giudizio che va in un verso, diciamo dalla parte delle vittime (anche se non sempre), l’opinione pubblica mantiene un metro di giustizia molto simile a quello dell’Arabia Saudita quando accusano la donna di adulterio, addirittura quando vittima di stupro.

Facciamo mente locale sul concetto di adulterio, cioè quando una persona ha rapporti sessuali fuori dal matrimonio.  Penso che tutti conoscete la condizione delle donne arabe in certi contesti. Se la donna è adultera viene punita o anche uccisa per onore. L’adulterio in quei paesi è reato ed era reato fino a pochi anni fa pure in Italia. Malgrado le leggi italiane garantiscono pari opportunità tra uomo e donna, nell’opinione pubblica c’è una tendenza a processare solo le vittime donne.

Immaginiamo se venisse data la giustizia in mano alle masse! alla gogna finirebbero delle ragazzine che malgrado la loro età sono femmine, quindi colpevoli di tentare l’uomo.

Almeno è ciò che ho capito leggendo alcuni commenti che la mia amica Mary puntualmente mi segnala:

Questi sono i commenti di due ragazze, ma in realtà Mary mi ha anche segnalato altri commenti su facebook scritti da uomini che hanno più o meno gli stessi contenuti e che scelgo di non pubblicare perchè sappiamo che il maschilismo viene dagli uomini e mi soprende quando viene anche da donne.

La prima ha un profilo troll ma ho scelto di censurarlo comunque e afferma che se una non si ribella con tutte le sue forze non è violenza. Questa affermazione viene riportata spesso anche nei tribunali quando avvengono i processi per stupro. Ricordo che una sentenza della Cassazione assolse un uomo che stuprò una ragazza perchè non aveva reagito alla violenza, cioè non aveva urlato abbastanza.

Il commento dell’utente 1 rivela una triste mentalità italiana che spesso assolve tantissimi violentatori nei tribunali: “se lei non si è ribellata con decisione, vuol dire che ci stava“, senza nemmeno valutare l’ipotesi che spesso le vittime non reagiscono durante uno stupro perchè impietrite dalla paura e dalla reazione del loro aguzzino, dal fatto che non riescono a difendersi perchè la forza di una donne è minore a quella di un uomo o perchè plagiate psicologicamente sopratutto nel caso di bambini o donne vittime di violenza domestica.

Il commento del secondo utente, Valentina, utente verificato con foto e cognome che ho censurato sempre per motivi di privacy, mette in risalto la tipica mentalità talebana italiana secondo la quale “una ragazzina che si concede, poco importa se manipolata o meno, sarebbe una “troia” quindi da criticare, mentre l’uomo no perchè a differenza di una femmina, lui è il “cacciatore” e non sa resistere agli istinti”.

Ora capisco perfettamente perchè quel quarantunenne bamboccione era così sicuro di sè nell’andare a raccontare che lui era il re del sesso (magari le ragazzine piangevano pure durante il rapporto). Ma gli italiani hanno un immaginario della sessualità classica dei porno: lolite sedicenni vogliose che saltano addosso ad adulti, mentre non è così. Quest’ uomo ha problemi seri, perchè un quarantenne che va a cercarsi un’adolescente è un uomo incapace di relazionarsi con donne mature, dunque un bamboccione.

Sapete ora perchè gli uomini italiani sono così bamboccioni? Per l’opinione pubblica un uomo adulto non sarebbe responsabile delle sue azioni, cosa che andrebbe invece a carico di minorenni che hanno 25 anni in meno di lui, ma ci rendiamo conto?

Questi bamboccioni imboccati da mamme chiocce (fenomeno tutto italiano) che li trattano da eterni bambini a tal punto che  a 30 anni nemmeno sanno farsi il letto e accendere la lavatrice (perchè gli inculcano che sono cose da femmine), mamme chiocce pronte ad assumersi la responsabilità delle azioni dei loro figli bambocci pur di non colpevolizzarli. Ecco da dove viene “eva contro eva”.

Nessuna madre ha mai pensato di insegnare al figlio maschio (oltre a non dipendere da lei) a non vivere il sesso come un’azione mirata a svuotarsi le palle? Preferiscono scaricare le colpe alle donne, perchè future mamme, ma chi lo ha detto che tutte vogliono diventare madri o peggio mamme chiocce alle dipendenze di bamboccioni viziati che si sentono eterni sedicenni (tanto da arrivare a cercarsi materialmente “la fidanzatina sedicenne”)?

La responsabilità dei padri dov’è? Forse anche loro sono dei “chiocci” o dei bamboccioni che dipendono dalla moglie e che non sanno fare nulla senza di lei.

Tornando a noi, volevo concludere dicendo che la “cultura dello stupro” si può sconfiggere eliminando la tendenza a deresponsabilizzare gli uomini, a criticare le donne che ne sono vittime ma anche eliminando quella cultura che porta a pensare che le donne che manifestano la stessa sfrontatezza dei maschi nella sessualità sono puttane, perchè la maggior parte dei ricatti a sfondo sessuale a danni di donne vengono realizzati proprio a causa di questo.

Gli stupratori sono uomini sicuri di sè, tanto sanno che verranno assolti perchè secondo l’opinione pubblica sono cacciatori, non sapevano resistere alle loro tempeste ormonali, perchè tanto la vittima non denuncerà mai perchè sanno che si vergognerebbe a manifestare una cosa così intima, perchè sanno che lei passerà per quella che se l’è cercata e che ci stava,dunque una “facile” e perchè il sesso per le donne è ancora un tabùQuelli che ti ricattano mettendo le tue foto hard in cambo di sesso sono egualmente sicuri di sè, sanno che tanto tu per non passare per zoccola, anche se lui era un tuo ex, accetterai le sue proposte che in altro modo non accetteresti o quelli che per non farsi lasciare dalla ex la minacciano di pubblicare le sue foto hard le pubblicano senza avviso per vendetta (casi di cronaca riportano ragazze e ragazzine che hanno tentato il suicidio perchè il loro paese, (e non solo) dopo la pubblicazione del materiale, le ha additate come “zoccole” e donne che hanno perso il posto di lavoro per foto pubblicate dal loro ex).

Perchè la costruzione della cultura dello stupro si basa proprio su questo . Se si abbandonasse il ragionamento “l’uomo che fa sesso è figo e la donna è troia” le cose cambierebbero di certo e gli stupri diminuirebbero perchè i carnefici non saprebbero dove attaccarsi per difendersi e nessuno li difenderebbe più (e chi sostiene questa mentalità corrente ne è pienamente consapevole). Ma sono proprio le donne stesse prima a doversi liberare da certe gabbie, perchè è inammissibile sentire ancora oggi donne che scrivono “che loro si sarebbero tirate indietro” senza nemmeno sapere cosa è uno stupro e che è impossibile difendersi da un’azione simile o donen che scrivono “che tocca alla donna dire di no” come se tutti gli uomini rispettassero i nostri “no” (anzi è proprio a causa dello steroetipo corrente, secondo il quale noi donne diciamo in fondo no per dire sì proprio per non apparire “puttane” che nasce lo stupro). Per non parlare di quelle che ancora sostengono che le donne hanno meno impulsi di un uomo o che dovrebbero tirarsi indietro per non apparire zoccole, tutte costruzioni culturali che generano la difesa degli stupratori (e lo stupro)! “Tanto si sà noi non abbiamo mai voglia o non ci concediamo perchè vogliamo apparire pudiche (vis grata puellae), quindi bisogna forzarci a scopare”.

Sconfiggiamo la cultura dello stupro! Se non si liberano prima le donne da questi pregiudizi come possiamo pretendere rispetto? perchè noi donne non siamo nate come sesso debole ma ci hanno reso tali!

Lib

Il molestatore moralista

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Oggi prendevo lo stesso autobus che utilizzo per tornare da scuola dato che mia mamma non vuole saperne di regalarmi il motorino, mezzo che possiedono quasi tutte le mie amiche.

Come ogni giorno l’autobus era affollato di ragazzi che come me uscivano da scuola, li riconosci dai loro zaini e ovviamente dall’età che li differenziava da qualche adulto lì presente.

Proprio uno di questi, sulla trentina, comincia a  guardarmi insistentemente. Io feci finta di nulla e continuo ad ascoltare la musica sul mio Ipod.

Dopo circa dieci minuti mi sento una mano sul fondoschiena. Mi giro ma non riesco a capire chi fosse stato perchè c’era troppa gente. Mi sposto di qualche passo e mi metto in un piccolo spiazzo, l’unico che ho trovato sul bus.

Nonostante il mio spostamento risento la stessa mano “tastarmi” il sedere. Mi giro e lo sgamo: è il signore di prima!

Inizio ad innervosirmi e gliene dico quattro con tono alterato ma lui risponde in modo sicuro di sè “Di cosa ti lamenti? E’ ovvio che se ti vesti in questo modo mi stimoli, cerca di coprirti di più anzichè andare in giro come una troietta a 15 anni“.

Rimango basita. Come si può essere molestatori, pedofili e allo stesso tempo così moralisti?

Un porco si ritiene libero di molestarmi e io, a suo stesso parere, non dovrei essere libera di vestirmi come mi pare, fatto che non lede alcuna libertà altrui.  Ma a che titolo? La cosa più agghiacciante è che alcuni ragazzotti lo hanno pure applaudito e tra loro c’era qualche ragazza che faceva la stessa cosa (e se fosse capitato a loro?)!

Il mio abbigliamento poi era normalissimo: gonna e maglia primaverile che ha sostituito i “collo alto” e che mostravano una normale scollatura, cioè non ero nuda, anche se nessuno autorizza a molestare una ragazza anche se girasse nuda. Lui poi era vestito più provocante di me, cioè lui può vestirsi così ma fare la morale a me? Perchè?

 Se io sono la svergon@ta, la troietta solo perchè non indosso la toga monacale  come si può definire un tipo che mi tocca il culo senza il mio esplicito permesso e consenso?

Forse lui si sente instuprabile in quanto uomo? Immaginiamoci se fossi io a palpare quel biondone, avrebbero applaudito al mio <<Di cosa ti lamenti? avevi i jeans che intravedevano le mutande con la scritta “playboy” e mi hai provocata, copriti maiale!>>?

Chissà ma non credo, proprio perchè quando domandai al gruppo di ragazzi perchè applaudivano e perchè un porco dovrebbe essere giustificato mi rispondevano: “i maschi hanno gli ormoni impazziti è normale che se tu ti presenti semi-nuda basta essere un pò maleducati che non si fa scrupoli a saltarti addosso, ti è anche andata bene poteva capitarti di peggio“. Era questa la risposta e poi diciamolo bene, lo dicono perfino le mutande del biondone che attorno al sesso si è costruito un immaginario maschilista!

Se lo stupro è solo questione di maleducazione e di ormoni maschili….praticamente il problema sono io e non un molestatore che si permette pure di fare il moralista e dirmi come devo vestirmi solo perchè non è in grado di tenere le mani apposto. Sfogo…

Lib